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| Le altre Chiese |
| La Chiesa della Madonna del Carmelo |
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La Chiesa della Madonna del Carmelo |
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| Interno della Chiesa |
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Ubicata in via Madonna del Carmelo, la chiesa venne eretta nel 1929, per devozione del sacerdote Giuseppe Ronsisvalle Corsaro, e venne elevata a parrocchia il 26 giugno 1938.
La chiesa presenta una facciata ad un solo ordine, con un solo portale, al di sopra del quale vi è una nicchia con una statua della Madonna, a lato della facciata si staglia l’alto campanile, visibile da tutto l’abitato e anche da fuori.
L’interno ad una sola navata, si presenta in forma stretta e allungata, ai lati vi sono cinque altari marmorei.Tutta la chiesa è decorata da stucchi in stile barocco dell’artista licodiese Giuseppe Anile (1867-1943).Il primo altare a destra è dedicato a Santa Teresa del Bambino Gesù, carmelitana e Dottore della Chiesa, a lato dell’altare una lapide commemora l’edificazione della chiesa. Il secondo è dedicato a San Giuseppe, patrono universale della Chiesa e del nostro comune. Il presbiterio di forma quadrata è dominato dall’imponente macchina lignea dell’altare maggiore, all’interno del quale, é custodito il venerato simulacro della Madonna del Carmelo, appartenuto alla famiglia del sacerdote Ronsisvalle Corsaro. Ai lati del presbiterio due tavole di recente fattura l’Ultima Cena e la Trinità (1997), sopra l’arco dell’altare si notano dei lampadari lignei e ferrei del secolo XVIII.Alla sinistra del presbiterio il primo altare è dedicato al Sacro Cuore di Gesù, oltre il quale si apre la cappella del SS. Sacramento. Sopra l’altare prende posto il Crocifisso, ligneo. Nella parete destra della cappella è posizionata la statua dell’Immacolata.Alla sinistra della cappella del SS Sacramento, è l’altare di Sant’Anna, patrona dell’ordine carmelitano, affiancata all’altare è la lapide commemorativa dell’erezione a parrocchia.L’ultima cappella è adibita a Battistero, con il fonte in marmo e legno. Sulla volta, vi è un affresco rappresentane la Madonna del Carmelo che consegna lo Scapolare a S. Simone Stok, dove sono rappresentati membri della famiglia del sacerdote Ronsisvalle Corsaro, oltre al sacerdote stesso. |
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La Chiesa della Madonna del Carmelo |
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L'altare della Madonna del Carmelo |
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| Lapide commemorativa |
La Statua della Madonna del Carmelo |
Lapide commemorativa |
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| L'altare di San Giuseppe |
Il Crocifisso |
L'altare di Santa Teresa di Lisieux |
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| L'altare di S. Anna |
Cappella del Battistero |
L'altare del Sacro Cuore |
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| La Chiesa della Madonna della Consolazione |
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| La Chiesa Maria SS. della Consolazione |
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La chiesa della Consolazione, ex chiesa del Camposanto vecchio, venne costruita nel 1857 con la costruzione del primo cimitero di Licodia. Nel 1893 con la costruzione dell’attuale Cimitero il Camposanto vecchio venne chiuso e con esso anche la chiesa. Nel 1923 il sacerdote Luigi Panepinto ottenne dal comune la concessione della chiesa con i locali annessi con l’obbligo di restaurarla e riaprirla al culto, e di creare un oratorio infantile. Negli anni ’50 si decise di costruire in quel luogo il Sacrario ai Caduti di tutte le guerre, e la chiesa venne abbattuta, con l’intenzione di ampliarla, ma restò incompleta, fino all’anno 2002, quando con l’impegno del sacerdote Salvatore Palella, venne restaurata e riaperta al culto.
La facciata, in pietra lavica, si pone come culmine all’ariosa scalinata che conduce allo spazioso Sacrario dei Caduti, composto da due pareti semicircolari dove sono scritti i nomi dei soldati morti durante la guerra. La facciata è ad un solo ordine fiancheggiata dal campanile. L’ interno, semplice in pietra lavica, si presenta con l’altare posto al lato sinistro della chiesa e non sull’abside dove è l’organo. L’altare è decorato da affreschi, raffiguranti, il Cristo Pantocratore, la Madonna orante e S. Giovanni Battista. Di fronte all’altare una nicchia conserva i simulacri della Madonna della Consolazione e del Cristo Risorto. Risulta che nell’antica chiesa, erano conservate, una tela del sec. XVIII di Paolo Vasta, raffigurante la Madonna col Bambino, una tela con cornice del settecento raffigurante il Crocifisso e le Anime del Purgatorio, e un seicentesco simulacro della Madonna, adattato nell’ottocento a Immacolata, provenienti dalla chiesa Madre. |
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La Chiesa negli anni '20
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| La Chiesa delle anime del Purgatorio |
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| La chiesa delle Anime del Purgatorio |
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La chiesa delle Anime del Purgatorio, fu fatta costruire nella metà del XIX secolo, come voto, dalla signora Rosaria Scaccianoce denominata “Giordana”, una pia donna timorata di Dio, nativa di Regalbulto ma abitante a Licodia.
La storia narra che; la signora era andata nella zona dove ora sorge la chiesa per fare legna, ne fece tre fascine, ma il peso era troppo per l’anziana signora, che scoraggiata invocò l’aiuto delle Anime Sante del Purgatorio, allora apparvero tre ragazzi, che caricandosi della legna scapparono. Invano la signora corse dietro ai ragazzi, credendo di essere preda di un furto, così ormai rassegnata torno a casa sua, e proprio avanti la sua porta, trovò la legna, allora capì che i tre ragazzi erano le anime sante che aveva invocato. Alcuni attribuiscono l’identità dei ragazzi ai Santi Martiri Alfio Filadelfo e Cirino molto venerati nella chiesa, dove ogni 10 maggio viene fatto un pellegrinaggio a piedi. Il 6 gennaio 1899, la “giordana” donava la chiesa all’Arcivescovo pro - tempore di Catania, affinché la chiesa restasse aperta al culto, infatti ancora oggi ogni ultimo lunedì di mese viene celebrata la messa. La facciata della chiesa è ad un solo ordine coronata da un timpano, a lato del portale rialzato, un piccolo tabernacolo affrescato, dove i devoti lasciano le proprie offerte, l’interno è ad una sola navata dove troneggia un grosso altare in pietra. Delle ottocentesche tele che la ornavano, non è rimasto che il ricordo, a causa di ladri sacrileghi, che l’ hanno privata del tutto. |
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| La chiesa delle Anime del Purgatorio |
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| La Chiesa Maria SS. Immacolata |
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| La Chiesa Maria SS. Immacolata |
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La chiesa Maria SS. Immacolata, sita nella contrada Cavaliere, fu fatta costruire come cappella privata, nel 1932, dal sacerdote Francesco Rapisarda, sul terreno di proprietà della sorella Rapisarda Santa, quest’ultima donò la chiesa e la proprietà all’arcivescovo pro - tempore di Catania. Nel 1954. L’Arcivescovo istituì la chiesa come Vicaria Curata per il servizio religioso di quella zona, che all’epoca era perennemente abitata da massai e contadini che coltivavano i vigneti della zona. Grazie all’interesse delle orsoline e dei parroci della chiesa Madre, i figli dei massai venivano educati cristianamente e istruiti al catechismo. Il lunedì di Pasqua, gli abitanti della zona festeggiavano con una processione dove erano immancabili i fuochi d’artificio e il corpo bandistico e l’Immacolata. Durante gli anni ottanta con l’incremento della popolazione che soggiornava durante il periodo estivo nella contrada, si rese necessaria la costruzione di una nuova chiesa. Negli anni seguenti accanto alla chiesa vennero costruiti, per interesse dell’allora parroco Vito Rapisarda, dei locali, per l’accoglienza di campeggi, soggiorni ed incontri vari. Nella chiesa si venerava l’antico simulacro ligneo dell’Immacolata, restaurato e trasferito nella chiesa Madre, sostituito da un nuovo simulacro della Vergine, che viene festeggiata con grande fervore dai villeggianti il 15 di agosto. |
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| Chiesa Maria SS. Immacolata |
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| Interno della Chiesa |
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| La Chiesa di piano degli ammalati |
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| La Chiesadi piano degli ammalati |
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Costruzione medioevale, sita in un piano a sud dell’abitato, in prossimità della frazione Schettino. La chiesa era dedicata alla Madonna del Bosco, costruita dai PP. Benedettini, essa è la prima testimonianza religiosa nel nostro territorio, e in base a testimonianze un tempo vi si svolgevano dei pellegrinaggi.
Secondo la leggenda essa sarebbe stata edificata da un pastorello, che si trovava a pascolare il suo gregge in una giornata di agosto nella contrada Licodia, ad un certo punto il sole si oscurò, e cominciarono a piovere acqua e grandine, tuoni e lampi illuminavano il grigio e squarciavano il cielo e terrorizzavano il povero pastore che si era rifugiato sotto la chioma di un grande albero di robore li presente, ed egli chiese aiuto e protezione alla Madonna per se e per il suo gregge, promettendo l’abbattimento di quell’albero dal cui tronco avrebbe ricavato l’effige di Maria, e in loco avrebbe edificato una chiesa. La Madonna concesse la grazia, e il pastore sciolse il voto. È incerto il periodo fin quando fu officiata, ma ormai è abbandonata, era stata adibita a stalla per i pastori, trascurando il suo valore storico e religioso. La sua facciata in semplici pietre è ad un solo ordine, con un portale in pietra lavica, con uno stemma abbaziale in pietra bianca. È coronata da un timpano. La denominazione di “piano degli ammalati”, si ebbe durante l’epidemia di peste del 1867, quando la pianura era adibita a lazzaretto per gli appestati dei paesi limitrofi. |
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| La Chiesa del cimitero |
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| La Chiesa del cimitero |
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L’attuale cimitero di Licodia risale al 1893, progettato dall’ingegnere Salvatore Nicosia.
A questa epoca risale l’attuale cappella posta in fondo al viale principale. La facciata è in un bellissimo stile liberty, a due ordini, progettata da Giuseppe Anile, l’ordine inferiore presenta un portale con due colonne e arco a tutto sesto, soprastante si apre una bifora, il secondo ordine con colonnine e archi rampanti, culmina nel campanile a ventola. L’interno è decorato da lesene in stile dorico, sull’abside prende posto l’altare in pietra. Riceve luce dalla bifora posta sopra l’altare. Il soffitto è a capriate lignee. Oltre la chiesa il cimitero presenta altre cappelle liberty o neo classiche, appartenenti alle confraternite o a privati. |
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