San Giuseppe Patrono della Chiesa UniversaleSan Giuseppe Patrono della Chiesa universale, è solennizzato dalla Chiesa Cattolica il 19 Marzo, lo stesso giorno in cui viene ricordata la "festa del papà". Quale giorno sarebbe stato più adatto, per festeggiare l'oneroso compito della paternità, a cui il nostro Patriarca si sottopose pur non essendo artefice del concepimento del Cristo. Come già detto, non c'è paese della Sicilia in cui questo giorno non passi inosservato, e tra questi senz'altro non poteva astenersi il nostro comune, che si gloria del Patronato di Giuseppe. Ma i festeggiamenti di Marzo, pur celebrati con solennità, non sono che l'ombra della festa di agosto, poiché si inseriscono nell'austero clima quaresimale.


Andando a ritroso nel tempo, la festa solenne di san Giuseppe era celebrata dai licodiesi in Marzo fino al 1878, ossia l'anno in cui il Beato Dusmet concesse la festa di Agosto, dopodiché, non potendo passare inosservata la solennità del 19 Marzo, fu istituita la ricorrenza.
Essa si sarebbe svolta con un settenario di preparazione, e la processione con il simulacro su una portantina. Il tragitto della processione si evolse nel tempo. Infatti originariamente, usciva dalla porta laterale della chiesa ed entrava da quella principale, percorrendo un brevissimo tratto di strada, successivamente fu ampliata a percorrere il perimetro della piazza e in seguito a percorrere il tratto di via Vittorio Emanuele sottostante la piazza, e infine a transitare alcune strade vicino alla chiesa.
Passando a quelle che sono le caratteristiche della festa di marzo, è giusto puntualizzare, che è la confraternita di san Giuseppe a curarne lo svolgimento e le spese.

La festa inizia il 12 marzo con la settina in onore del Patrono, che a parte il numero di giorni, sette e non tre come ad agosto, ha le stesse caratteristiche del triduo, infatti un padre predicatore viene chiamato per officiare i riti, si recita la coroncina e si cantano gli inni. Ma il momento che caratterizza il 12 è l'accensione della lampada votiva al Protettore, che a nome di tutti viene fatta dalla confraternita di san Giuseppe. Grazie all'olio offerto dai devoti, la lampada arderà fino alla fine della festa di agosto.
Momento importante durante la settimana, solitamente effettuato la pre vigilia, è l'offerta a san Giuseppe dei fiori o dei ceri, da parte dei ragazzi di scuola media, che si dirigono in chiesa, ascoltano la messa, e pregano il Santo per il lavoro.

I giorni passano tra fede e preghiera e si arriva al 18, vigilia della solennità di san Giuseppe.
Durante la mattinata, avviene l'omaggio dei bambini della scuola elementare al santo Patrono, i fanciulli, radunati in una piazza, raggiungono processionalmente la chiesa. Dopo la messa e la preghiera al Santo, si consuma il tradizionale pranzo "de vergineddi", offerto a tutti i convenuti, nei locali dell'antico chiostro dei benedettini adiacente alla chiesa.

Nel pomeriggio la chiesa è piena più del solito, infatti oggi dopo sei mesi, i devoti rivedranno il volto sorridente del Santo affacciarsi nuovamente dalla cameretta. Prima della messa i confrati e i sacerdoti processionalmente si dirigono alla cappella, il sacerdote inizia le litanie al Patriarca, decanta i fasti del Santo e invita i fedeli a gridare, al consueto "Gridamu tutti viva! Viva San Giuseppi!", le aure porte si aprono, e tra le stoffe damascate che decorano la cameretta appare il simulacro di san Giuseppe, l'inno risuona nella chiesa, e il simulacro processionalmente è condotto e posto ai piedi dell'altare. Segue la santa messa solenne. Congedati dal sacerdote, dopo avere cantato nuovamente l'inno al Santo, i fedeli lasciano la chiesa.

Diciannove marzo, la solennità di San Giuseppe, viene annunciata alla cittadinanza dai colpi dai mortaretti e dalle campane. Si susseguono le messe, alle quali partecipano soprattutto le ragazze che sono state invitate alle "vergineddi", e quindi, per rispetto a San Giuseppe, si ha il dovere di confessarsi e partecipare alla messa. Ma senz'altro, la più partecipata è la messa serale, la messa solenne, "a missa Cantata", così come viene comunemente denominata. Dopo la celebrazione, il Patrono viene predisposto per l'uscita, la confraternita con il Crocifisso, lo stendardo e i gagliardetti apre la processione, segue il Santo, portato a spalla dai confrati ed accolto dalle campane, dai devoti e dallo sparo di mortaretti e moschetteria. La processione è seguita dal clero, dal corpo

bandistico e dai fedeli, e percorre tra musiche e meditazioni le strade adiacenti alla chiesa, che per l'occasione sono addobbate a festa. Dopo il breve giro, la processione ritorna in piazza, e dopo essere stato salutato dai fuochi d'artificio, san Giuseppe ritorna nella cameretta, dove viene deposto e custodito fino alla vigilia della festa di Agosto.