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S. Messa alla Chiesa Maria SS. della Consolazione |
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Si arriva a sabato, Licodia si desta con i colpi di cannone alle otto, si è nel pieno della festa, a mezzogiorno altri colpi di cannone scandiscono il trascorrere del tempo e l’immediato incontro con il Santo. È già pomeriggio quando la banda cittadina allieta le vie del centro, un clima di allegria pervade l’abitato. La messa si svolge in base alle scelte o sul sagrato della chiesa della Consolazione o nella parrocchia del Carmelo, ivi si ritrovano le associazioni, le confraternite, il comitato, le autorità, le coppie che hanno contratto matrimonio durante l’anno, il clero, il popolo. Finita la messa, ci si dispone per la processione alla chiesa Madre, tutti sfilano, recando ognuno in base alla categoria i ceri e i fiori da offrire al Patrono, in un clima di devota preghiera alternata dalle musiche della banda, la processione sfila lungo il corso principale, le candele che i fedeli portano in mano si confondono alle variopinte luci degli archeggiati, si arriva in piazza, dove già molta gente attende da tempo l’inizio delle funzioni, la chiesa è una fonte di luce, gli altari sono parati con fastose tovaglie con ricami d’oro e fiori, la popolazione entra, i doni vengono posizionati ai piedi dell’altare, si intonano le litanie al Patriarca, l’emozione è parecchia, il parroco comincia una breve predica, parte il primo viva, il simulacro lentamente sale da dietro l’altare, si vede la corona, si vede il volto di san Giuseppe, si vede Gesù Bambino, e lentamente ecco tutto il simulacro è intronizzato sopra l’altare, i devoti gridano, i fedeli battono le mani, l’organo intona l’inno, “Su venite fedeli devoti, all’altar di Giuseppe…”, è l’invito della cittadinanza ad onorare il Santo, tutti cantano, le campane suonano a distesa, la banda fuori risuona all’impazzata, i fuochi la moschetteria avvertono il paese, il Santo è di nuovo tra noi.
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